Mi chiamo Yvonne, ma tutti mi chiamano "Yvi".
Nata e cresciuta in un paese nella provincia di Torino. Dopo la scuola superiore mi sono laureata in Interior Design e ho lavorato come Interior Designer per due anni tra Torino e Milano. Agli occhi degli altri non mi mancava niente: avevo un lavoro e un tetto sulla testa. Eppure tornavo a casa e su quei benedetti mezzi di trasporto mi sentivo triste e annoiata a 23 anni e pensavo "Ma posso mai essere triste a 23 anni? Ma non è questa l'età in cui dovrei essere nel pieno della vita?". Continuavo a guardare fuori dal finestrino di quel bus e continuavo a non capire il perchè di quello stato d'animo. Forse per come spendevo le mie giornate o forse perchè non mi entusiasmava il mio lavoro? Forse perchè non ero circondata da persone con le quali condividere alcun pensiero o forse perchè entravo a lavoro quando il cielo era ancora buio e uscivo che era già buio? Vedevo la luce, quando andava bene, durante la pausa pranzo di un'ora. C'erano troppe domande senza alcuna risposta. Tanta confusione nella mente del perchè io mi sentissi come in un buco nero dal quale i miei pensieri rimbalzavano tra un "Vabbè, questa è la vita perciò rassegnamoci" (che era la frase che tutti sempre mi ripetevano quando cercavo di spiegare il mio stato d'animo) e tra un "Ci deve pur essere un modo per sentirsi VIVI e per uscire da questa noia e tristezza" (che era la frase che una vocina interna mi ripeteva).
[La mentalità italiana è questa: finita la scuola superiore hai due possibilità, o lavori o vai all'università, e dai 25 ai 30 anni è tempo di comprare casa e mettere su famiglia. Pochi o quasi nessuno ti parla di inseguire i tuoi sogni e te stesso. Te stesso? Perchè tu, esattamente, sai chi sei? Qualcuno ti insegna ad ascoltare te stesso con il fine di sapere chi sei e chi vuoi essere? No, guai! La situazione più frequente che succede è che tutti ti dicono di seguire l'esempio di altre persone, dicendoti: "Sai, la/il figli* di **** è diventat* dottor* / avvocato / ingegnere aereospaziale". Penoso.]
Il cambiamento è arrivato quando un giorno, mentre ero davanti a quel pc, pensai: "Non posso cambiare ciò che mi circonda e non ho intenzione neanche di spendere energie nel farlo, ma se posso permettermi di lavorare solo in questo posto con le sue criticità e le sue idee che non condivido è perchè a me manca qualcosa per potermi proporre a realtà lavorative costituite da persone con un mindset e una energia diversa, magari più simile a me. Perciò Yvi, devi cambiare prima te stessa per poter cambiare ciò che ti circonda". E poi pensai: "Ma io... chi sono?" - e così ho lasciato il lavoro, ho preparato le valigie e sono andata a studiare inglese a Brighton, Inghilterra, per 6 mesi.
Durante quei 6 mesi ho studiato, affrontato la solitudine e, piano piano, iniziavo a sconfiggere la timidezza per dare spazio alla mia incredibile curiosità di conoscere nuove persone e nuove culture. Ascoltavo me stessa e facevo ciò che mi veniva spontaneo fare. A volte, mi meravigliavo di me stessa per quanto stessi evolvendo e imparando, altre volte invece, avevo a che fare con i miei lati più oscuri come la difficoltà di socializzare in un'altra lingua, l'imbarazzo di conoscere nuove persone, le insicurezze e così, giorno dopo giorno mi conoscevo sempre un po' di più. Mi meravigliai anche di come non avessi avuto l'istinto, in quel periodo, di andare alla ricerca di Interior Design pur "essendo" una Interior Designer all'estero; non mi era venuto spontaneo farlo e così non avevo forzato il mio essere. L'ho ascoltai. E l'ho accettai. Nonostante la responsabilità che avevo in quanto la mia famiglia mi aveva aiutato economicamente per studiare quella facoltà, io ero impassibile. Accettai il fatto di non avere alcun tipo di altri interessi in quel periodo e di percepire la mia mente come una palla piena di nuvole soffici che riempivano lo spazio talmente da non poter farci entrare nient'altro. A volte succede. Evidentemente tutte quella nebbia aveva bisogno di essere schiarita prima di far entrare qualche nuova luce.
Mi sono presa tempo e dopo quasi 3 anni da quei rimbalzi di pensieri posso dire per certo che il modo per sentirsi VIVI esiste. Lo puoi scoprire solo scoprendo te stesso. E per scoprire te stesso devi perderti, lontano da tutti e da tutto ciò al quale sei abituato. Per questo, dopo la mia esperienza studio in Inghilterra, sono partita per Stati Uniti come Au Pair - [ma questa è un'altra storia che sarà raccontata in un altro blog.]
"Tappati le orecchie dalle persone con una mente vecchia e troglodita e VOLA."
Con affetto,
Yvi.
